venerdì 5 dicembre 2008

SURSUM CORDA!


Confesso di essere disgustato dalla campagna mediatica contro "il Vaticano favorevole all'impiccagione degli omosessuali" così come da giorni và in scena su giornali, televisioni, sui blog e sui vari e svariati forum presenti in rete.

Pensavo che il "caso" creato dai mass-media italiani si sarebbe sgonfiato una volta preso atto delle legittime ed argomentate motivazioni espresse della Santa Sede; motivazioni che ovviamente le altre Nazioni ed organizzazioni internazionali hanno tutta la libertà di non condividere. E invece si organizzano manifestazioni contro un Vaticano forcaiolo ed un Ratzinger sangunario, e come corollario della insensibilità umana e della mancanza di carità cristiana del Vaticano si pubblicizza una notizia vecchia più di un anno sull'opposizione della Santa Sede alla risoluzione ONU sui diritti dei disabili (il vaticanista di Repubblica ne dava conto in un articolo del lontano 2 febbraio 2007!) .

Sono perciò andato sul sito dei Radicali a leggermi il (presunto) testo della dichiarazione che la Francia, in quanto presidente di turno dell'Unione Europea, ha presentato all'ONU "a favore della depenalizzazione del reato di omosessualità" in cui (dopo aver ricordato la solenne "Dichiarazione dei diritti dell'Uomo" contro ogni discriminazione alla dignità della persona umana) all' articolo 3 si dice:
"Riaffermiamo il principio di non-discriminazione che richiede che i diritti umani siano estesi a tutti gli esseri umani indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere"
Articolo 4: "Siamo profondamente preoccupati per le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali basate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere"
E Poi all'articolo 5):
"Siamo ANCHE preoccupati che le persone di tutti i paesi del mondo siano oggetto di violenze, persecuzioni, discriminazioni, esclusioni, stigmatizzationi e pregiudizi a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere ecc, ecc."

Ecco, a me quell'ANCHE ha suscitato una considerazione che probabilmente è la stessa cui è argutamente giunto Monsignor Celestino Migliore e che gli ha fatto dichiarare che un simile testo non avrebbe avuto l'appoggio della Santa Sede.

Forse si dirà che il seguente quesito sia cinico: quale risultato concreto potrà ottenere una dichiarazione così rimarchevolmente adorna di buoni sentimenti in quei Paesi che non la sottoscriveranno proprio perchè nel loro ordinamento giuridico l'omosessualità è condiderata un reato? Che effetto concreto avrà sualla legislazione, per esempio, dell'Iran che spedisce seduta stante gli omosessuali alla forca?

La realistica -o, se si preferisce, cinica- risposta sarà che avrà lo stesso risultato della moratoria universale contro la pena di morte, ovvero: nessuno!
Nel dicembre 2007, infatti, tutti i Paesi del mondo contrari alla pena di morte votarono a favore della moratoria universale della pena capitale con tanto di benedizione della Santa Sede che ha perciò già dimostrato di essere contraria anche alle impiccaggioni degli omosessuali perpetrate in Iran.

E mentre gli Stati occidentali si compiacevano del passo avanti della civiltà umana gli Stati favorevoli all'applicazione della pena capitale -che perciò non firmarono la moratoria- hanno continuato tranquillamente a condannare a morte, e ad eseguire le sentenze di morte.
Adesso accade che gli Stati occidentali, in cui l'omosessualità non è considerata un reato vogliano votare una dichiarazione di principio contro il reato di omosessualità?
Quindi, a chi giova?

Come si evince dalla lettura del testo, non è affatto come viene detto un documento il cui unico fine umanitario è quello di opporsi agli Stati che continuano a condannare a morte un essere umano per le sue inclinazioni sessuali ma il documento stilato dalla Commissione Europea è un vero e proprio "manifesto" ideologico a favore dell'abbattimento di ogni discriminazione degli omosessuali di fronte alla legge, non in tutto il mondo, ma di fronte alla legge dei Paesi dell'Occidente democratico e libertario nei quali l'omosessualità è già depenalizzata, anzi non è più reato!
E che lo scopo che si prefigge l'Unione Europea non sia affatto "universale" ma smaccatamente "occidentale" lo si deduce dal fatto che si insista in un solenne invito quanto mai generico affiche l'orientamento sessuale e identità di genere non siano in alcun caso e per alcun motivo alla base di qualsivoglia discriminazione.
Poi si aggiunge "ANCHE" una cortese esortazione alle Nazioni in cui si è soliti impiccare gli omosessuali affinchè si astengano dal farlo.

Alla Santa Sede si rimprovera di non volersi aggiungere al coro di quelli che vogliono dire una parola gentile a favore di chi è fatto oggetto di violenze e di morte in Nazioni non pienamente democratiche. Se poi la dichiarazione delle Nazioni Unite non riuscirà a salvare nemmeno una di quelle vite umane stroncate così barbaramente in quei lontani Paesi non importa, l'importante è averlo scritto.
Ai tempi di Gesù erano in tanti che per sentirsi in pace con la propria coscienza bastava appendersi sulla testa o legarsi addosso pezzi di pergamena su cui erano scritti brani delle Sacre Scritture, Gesù li chiamava "ipocriti".

Il messaggio che velatamente emerge dalla bozza è il seguente:
Ok, siamo "ANCHE" preoccupati per i gay impiccati in Iran ma soprattutto siamo "profondamente preoccupati" per il fatto che in Occidente ci siano ancora cose (tipo il matrimonio e adozioni) che per legge vengono precluse ai gay in quanto gay e quindi questa altri non è che discriminzaione bella e buona. Pertanto, si legge nella conclusione della bozza francese, "Esortiamo gli Stati (...) a rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di portare avanti il lavoro relativamente alla tutela dei diritti umani e alla lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere."

Alla fine questa "esortazione" per "rimuovere gli ostacoli" non farà nè caldo nè freddo a Paesi come l'Iran mentre potrà essere usata come una clava su Paesi come ad esempio la Polonia il cui Governo si è fino ad ora opposto a che nelle scuole elementari si esponesse ai bambini l'argomento dell'omosessualità..

Al Vaticano la sola colpa di aver intuito dove l'Unione Europea voleva andare a parare.

5 commenti:

Teresa ha detto...

grazie Francesco, lucido e acuto come sempre....

Luciano ha detto...

Pare che Facebnook sia "allergico" a questo post, non riesco a segnalarlo nel mio profilo, così ho dovuto inserirlo a mano come Nota mia, con link finale. Spero sia lo stesso, chiedo scusa a Francesco per la differenza.

Per il resto, standing ovation.

Vic ha detto...

Vorrei, inoltre, aggiungere che la maggior parte degli Stati dell'UE non ha firmato il documento.

Francesco ha detto...

(©L'Osservatore Romano - 9-10 dicembre 2008)

Quando la corsa alle vittime oscura la realtà

di Lucetta Scaraffia

Nei giorni scorsi la Chiesa cattolica, per il suo rifiuto di accettare documenti proposti al voto delle Nazioni Unite, è stata sottoposta a pesanti critiche, accusata addirittura di volere la persecuzione legale dell'omosessualità e di non appoggiare nemmeno una convenzione sui disabili che dovrebbe migliorare la loro vita quotidiana e l'accettazione da parte della società. Sarebbe quindi colpevole, per molti, di avere infierito su gruppi sociali deboli e perseguitati. Un'immagine negativa, quindi, del tutto contraria a quella di istituzione caritatevole e attenta a difendere i più deboli che emerge da buona parte della sua storia.

La spiegazione delle vere motivazioni che hanno obbligato la Chiesa a non aderire a queste proposte - che contenevano molti elementi positivi, ma insieme ad altri inaccettabili per la morale cattolica, come la possibilità di aborto per i disabili e l'accreditamento del matrimonio per le persone omosessuali, con conseguente apertura all'adozione e alla procreazione artificiale - alla fine non è stata quasi considerata, anche quando questa spiegazione è stata riportata fedelmente.
In particolare i media non hanno in realtà dato conto del testo della proposta francese sull'omosessualità, che pure è breve, un testo da cui si sarebbe facilmente capito che l'inserimento in esso di termini come "discriminazioni" e "pregiudizi", accanto a parti ovviamente del tutto condivisibili come l'elenco dei comportamenti che le Nazioni Unite devono denunciare ("arresto o detenzione arbitrarie, pena di morte", "trattamenti crudeli, inumani e degradanti"), rendeva di fatto questo documento uno strumento per introdurre, nel contesto dei diritti umani da rispettare obbligatoriamente, anche il matrimonio per le persone omosessuali, e di conseguenza l'adozione di figli o la procreazione assistita.

Questa formulazione ambigua del testo ha dato modo di denunciare la supposta "crudeltà" della Chiesa cattolica verso un gruppo considerato debole, con un'accusa che si va a sommare, nell'opinione pubblica, ad altre analoghe che già erano state costruite ad arte e diffuse nel corso degli ultimi anni.

Con il risultato di rappresentare un'istituzione che sarebbe senza pietà: al dolore dei malati, di cui si afferma che potrebbero guarire con lo sviluppo della ricerca sulle cellule staminali embrionali, o a quello di quanti si dice che vorrebbero essere liberati delle loro sofferenze con la morte, questa istituzione opporrebbe infatti solo rifiuti.

Si tratta naturalmente di abili manipolazioni, che mascherano la verità degli intenti e i motivi autentici di questi atteggiamenti, ma che danneggiano gravemente l'immagine della Chiesa, percepita sempre più spesso dall'opinione pubblica come dura e priva di carità, pur di rimanere fedele a istanze dogmatiche.

È questo il prezzo che la Chiesa cattolica paga per essere nel mondo l'unica istituzione importante che si oppone ragionevolmente a pratiche e provvedimenti contrari alla dignità di tutti gli esseri umani, l'unica cioè che indica senza stancarsi quali sono le vere vittime: non soltanto gli omosessuali quando sono discriminati, ma anche e soprattutto i figli che essi vogliono o vorrebbero avere, non soltanto le donne che abortiscono o sono costrette ad abortire, ma anche e soprattutto i feti privati della possibilità di nascere, non soltanto i malati, ma anche e soprattutto gli embrioni a cui viene impedito lo sviluppo vitale.
Come ha scritto il filosofo francese Marcel Gauchet, dopo la caduta delle ideologie, la fede nell'avvenire è stata rimpiazzata dall'indignazione o dalla colpevolezza, cioè dalla "tirannia impotente dei buoni sentimenti". Per cui non importa tanto la ricerca della giustizia e della verità, ma piuttosto la capacità di riuscire a rappresentarsi come vittime.
Gli esempi sono molti: uno particolarmente calzante l'ha ricordato Nicoletta Tiliacos sul sito "Più voce". Nel marzo 2007, a una riunione della commissione dell'organismo delle Nazioni Unite che si occupa della situazione femminile nel mondo, nessun Paese europeo - come anche, ovviamente, quelli asiatici direttamente chiamati in causa - "volle appoggiare la richiesta avanzata dalla delegazione americana perché fosse inserita nel documento finale una chiara condanna dell'infanticidio e dell'aborto finalizzato alla selezione del sesso del nascituro". E questo nel timore di mettere in discussione i cosiddetti diritti riproduttivi delle donne, considerati ben più degni di tutela della vita di milioni di bambine, con una scelta tra vittime per lo meno discutibile. Un esempio, fra tanti, della realtà nascosta dietro quella che si vorrebbe presentare come una gara fra chi è più pietoso e più buono.

Francesco ha detto...

Dal settimanale "TEMPI":
Analisi della dichiarazione stoppata dal vaticano. Ecco svelato lo scherzetto mascherato da depenalizzazione dell’omosessualità

La Santa Sede ha ragione e la Francia ha torto (e ha torto anche Yasha Reibman che su queste stesse pagine scrive di un fantomatico “autogol” della Chiesa a questo proposito).
Al contrario di quanto sostiene il portavoce del ministro degli Esteri francese, la Dichiarazione sull’orientamento sessuale e l’identità di genere proposta da Parigi al voto dell’Assemblea delle Nazioni Unite non si limita a creare una dinamica a favore della depenalizzazione dell’omosessualità a livello mondiale, ma istituisce una nuova regola di diritto che costringerebbe tutti gli Stati del mondo a cambiare le proprie leggi in materia di diritto familiare e matrimoniale.
La richiesta di rimuovere tutte le sanzioni penali contro omosessuali e tran-sessuali compare solo al punto 11 (il terzultimo) della Dichiarazione.

Al punto 3 invece si afferma «il principio di non discriminazione, che esige che i diritti umani si applichino allo stesso modo ad ogni essere umano senza considerazione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere».

Ora, si dà il caso che fra i diritti affermati dalla Dichiarazione universale dei diritti umani ci sia, all’articolo 16, quello «di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione». Come si può notare, l’articolo ammette implicitamente limitazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Il testo della Dichiarazione francese, se approvato, impone l’estensione del diritto al matrimonio, in quanto diritto umano, a omosessuali e transessuali.
In nome della non discriminazione. Ma nel fatto che il matrimonio sia riservato agli eterosessuali non c’è discriminazione nei confronti di nessuno.

Semplicemente, cose diverse si trattano in maniera differente. Chi pensa di far fessi i diplomatici della Santa Sede, fra i meglio preparati del mondo, o è un ingenuo o è un presuntuoso.

© Copyright Tempi, 10 dicembre 2008